Dicono di me

Luca Maggiore

I pensieri di Roberto.
Ne scrivo a titolo di chi a Roberto vuol bene come ad un fratello
e di chi ama leggere.
C’è poesia, intelligenza, buon senso, creatività e... Dio.
C’è tanto Dio in quanto scrive il buon Bonaventura che,
nel proprio cognome, porta gran parte della sua storia.
Sì, perché conoscere Roberto è questione di buona ventura ed è anche
una buona avventura, per il cuore e per la testa e, se proprio vogliamo dirla tutta: per l’anima.
Leggete e resterete coinvolti dalla bellezza di certi aforismi,
dall’amore con il quale e per il quale Roberto mette mano alla penna
e chiede al proprio ingegno letterario di mettersi a disposizione di se stesso
e dell’eventuale lettore.
In questo libro ce n'è per tutti poiché di tutti si racconta.
Potrete aprire una pagina a caso e trovarci il pensiero,
la frase o la poesia che vi farà compagnia da quel momento in poi.
Ci sono anche delle foto; piccole finestre di mondo, catturate dall’occhio
di Roberto per divenire orizzonti di frasi garbate e poetiche.
Il garbo è tratto peculiare di Roberto Bonaventura.
Prendete e leggetene tutti, partecipate allo spettacolo del buonsenso
che si fa bellezza e sentimento.
Questo libro è, in definitiva, un atto d’amore, concreto e squisito, nei confronti
di ciò che di più bello e caro Dio abbia creato: l’essere umano... all’imperfezione del quale l'amore rimedia sempre.
E questo, Roberto lo sa.

Luca Maggiore, Attore, compositore, cantante, autore
Alberto Frappa Raunceroy

Golfo mistico: pochi titoli avrebbero potuto sintetizzare e condensare più efficacemente lo spirito e le suggestioni che il lettore introietta leggendo il romanzo d’esordio del napoletano sostanziale Roberto Bonaventura.
La struttura è particolare: la trama si suddivide in vari fili che si dipanano da un’unica matassa e si srotolano indipendenti l’uno dall’altro intrecciandosi poi attorno ad un unico τόπος incarnato dalla città di Napoli e da una religiosità popolare che trasuda da ogni pietra, da ogni blocco di tufo, da ogni edicola votiva e da ogni tempio che i protagonisti del romanzo si trovano a sfiorare durante le vicende narrate.
C’è l’italo-americano Edward (fin troppo bello e che abbaglia con i suoi occhi di smeraldo) di cui si fa la conoscenza nelle prime pagine appena sbarca a Napoli ansioso di riallacciarsi alle radici recise della sua anima partenopea e che gira per i vicoli inspirando a pieni polmoni ogni odore e ogni granello di polvere che possa decantare nel recipiente di uno spirito inquieto e incompleto; troverà una composizione nell’incontro con una guagliona (Maria Letizia) che sembra l’incarnazione dei suoi sogni frustrati fino a poco prima in una New York senza anima.
C’è Elena che incontra un romanziere (Tiziano Orlandi) disilluso e umiliato da troppi rifiuti editoriali al punto di sottovalutare le proprie palesi qualità. Anche questo incontro di anime troverà un lieta composizione nell’unione di due spiriti saranno così in grado di stimarsi e aiutarsi vicendevolmente.
Attorno a queste due storie principali si annodano le vicende di protagonisti minori con episodi inattesi quanto crudi come quello di un furto che scoprirà un vaso di Pandora di turpitudini e peccati o di un esorcismo descritto dall’autore con una veridicità che farebbe invidia allo sceneggiatore del celebre film di William Fredkin.
Bonaventura non conosce imbarazzo o esitazioni nel palesare al lettore che il Trascendente e Dio sono la bussola che trascina e accompagna invisibilmente la vita dei protagonisti in ogni minimo dettaglio anche quando questi stessi lo ignorano o fanno finta di ignorarlo. Non vi è nella visione dell’autore alcun altro riferimento filosofico o etico se non quello di una Provvidenza che agisce e opera misteriosamente e silenziosamente nella vita di ognuno di noi. Quella stessa provvidenza che come un setaccio mette alla prova e vaglia; che opera e salva fino all’ultimo istante.
Questo cruento scontro tra Trascendente e Immanente permea un quotidiano dove può capitare di sprofondare nel fango e insozzarsi nella melma ( e non mancano nel romanzo episodi in tal senso…). L’osceno, il deforme o il più inatteso dei peccati rimanda – consapevolmente o meno – alla visione letteraria della grande scrittrice americana Flannery O’Connor anche se alle sperdute e solitarie province americane si sostituisce qui lo stratificato e denso genius loci che ha vitalizzato ogni centimetro quadrato di questa città. Il vero protagonista di questo romanzo, difficile non accorgersene, è infatti Napoli che pulsa e respira come un organismo vivente alitando in ogni singola pagina i suoi odori, le sue atmosfere e la sua peculiare energia pompando nelle vene del racconto il sangue denso del suo corpaccio millenario. Ogni frase, ogni sintagma è plasmato e studiato come una voluta barocca (Bonaventura non tenta nemmeno di dissimulare la sua attrazione per questo stile ridondante e pieno…), come il cartiglio su un portale nobiliare; una prosa a tratti preziosa ed elegante lascia il posto talvolta a sprazzi melò e a descrizioni troppo didascaliche ma trasuda e gronda un amore per Napoli e per i suoi difetti che poi non sono altro che i suoi pregi.
Tutto a Napoli è bello per Bonaventura: Il cibo era una vera esperienza sensoriale, estetica e liturgica, che coinvolgeva e fasciava di luce i cinque sensi. (…) Due foglie di “vasenicola”, come si dice in napoletano, erano capaci di rendere uno spaghetto al pomodoro, una vivanda da Re.
E ancora: (…) Tutto in quella città magnifica, possedeva un andamento teatrale e pittoresco, solenne e frugale. Per Tiziano era come vivere dentro una favola infarcita di ossimori. Ogni giorno gli si presentava con le sembianze di una pagina bianca di un libro tutto da romanzare con parole trasudanti gratitudine.
Di fronte a questa prosa e alla strabordante presenza di una Napoli vivificata che aleggia e domina la scena persino le vicende di Edward e Maria Letizia, del fratello di questa Giacinto (detto “Bambulella”) o del romanziere in attesa di pubblicazione Tiziano e della sua amata Elena finiscono per venire travolti e fagocitati; un destino provvidenziale sembra avere deciso per loro con una generosità che li lascia attoniti e inebriati. I personaggi di questo romanzo si tramutano in statuine di un presepio metaforico che vengono spostate di continuo fino quando l’autore troverà pace in una trama che in realtà non lo soddisferà perché chi aspira all’Assoluto non si cheta che in una Perfezione irraggiungibile. Al lettore rimarrà un’unica domanda in sospeso dopo aver chiuso l’ultima pagina del libro: ma Dio è napoletano?

Alberto Frappa Raunceroy, Scrittore friulano. Autore di romanzi storici.
Edwin Tinoco

Roberto Bonaventura è un grande artista, io so bene quanta passione mette quando scrive musica, testi e libri. Sono felice di essergli amico.

Edwin Tinoco, Ex Assistente Personale e Tour Manager di Luciano Pavarotti
Gianfranco Aquila

Scrittore, compositore, musicista, autore, produttore, interprete, Roberto Bonaventura riesce a coniugare svariati talenti; uomo poliedrico, sensibilità artistica, profonda passione per tutto ciò che crea, non ama conformarsi agli standard.
Lo scelsi per comporre l’Inno di Montegrappa, era l’unico che poteva catturare la vera essenza della mia Azienda e trasformarla in melodia; fui profondamente grato quando accettò l’incarico. Il risultato è stato esaltante.
Lo scelgo come autore, “Golfo Mistico” è stata una lettura appassionata, difficile appoggiarlo sul comodino, nonostante fosse notte fonda. Il linguaggio è ricco ma fluido, la trama avvincente, quella Napoli, che conosco così bene, riuscivo a percepirla.
Infine, lo scelgo come amico, ci accomuna la napoletanità, l’ironia, il nostro intenso credo religioso, la stima reciproca. Sono orgoglioso di poterlo annoverare tra le persone care che ho avuto la fortuna di incontrare in questa vita.
Con grande affetto.

Gianfranco Aquila, Presidente Montegrappa
Maurizio Tassani

Roberto ha dentro di sé l’anima dotta di Napoli, e nel suo ultimo libro: "Golfo Mistico" essa viene alla luce con pennellate che ricordano i quadri più intensi dei macchiaioli di fine 800.
La trama del romanzo è tessuta in maniera esemplare e porta il lettore a tuffarsi fra i vicoli della Napoli più recondita.
I personaggi sono tracciati nitidamente come se volessero dire in prima persona come sono, quasi stessero parlando personalmente al lettore. Quando ho finito di leggerlo ho chiuso gli occhi e ho viaggiato insieme a loro dentro ai luoghi e le situazioni che man mano si dipanavano nel libro e per un attimo mi sono sentito come il protagonista di Golfo Mistico e dalla mia bocca sono uscite le note di Reginella.

Maurizio Tassani, Cantante
Maestro Giuseppe Afrune

Ho conosciuto il Maestro Roberto Bonaventura un po’ di tempo fa, sono rimasto molto colpito dalla sua poliedricità e fantasia.
Sono rimasto incantato anche nel leggere il suo romanzo "Golfo Mistico". Sono stato altrettanto toccato nel sentire le sue composizioni musicali che con molta disinvoltura e maestria produce e compone, alcune sono partiture molto complesse. Riesce, in modo devastante, a fartele entrare dentro, dandoti la sensazione di qualcosa di inspiegabile e sconvolgente. Si ha quasi la sensazione di “sognare”.
Auguro con affetto, al carissimo amico Roberto tanto successo e fortuna e che possa trasmettere a tutti queste mie sensazioni.

Maestro Giuseppe Afrune, Pittore ufficiale del Vaticano
Prof. Ernesto Madau

Leggo in genere biografie e trattati di storia e di apologia del sano cattolicesimo. Raramente i romanzi.
Leggere però "Golfo Mistico" di Roberto Bonaventura è stato come leggere molto più di un romanzo.
Non sono mai stato a Napoli ma, in compagnia di Eddy l'ho scoperta, l'ho immaginata e percorsa: vicolo per vicolo, angolo per angolo, con la sua gente, i suoi colori, i suoi profumi, i suoi cibi, la sua musica, la sua fede e i suoi panorami mozzafiato dominati dal Vesuvio, sempre presente, a guisa di un gigante sonnecchioso, ma vigile.
Un viaggio quasi tridimensionale che ti fa desiderare e amare Napoli.
Che Roberto Bonaventurta sia pieno di passione per questa città non c'è alcun dubbio. È qui che ha voluto trasportare e fare agire i personaggi del suo romanzo: attenti, umani, misurati ed innamorati e in alcuni dei quali ho voluto vedere lui, innamorato della vita, convinto di non essere mai solo e pronto a convincere gli altri che, al di sopra di tutto e di tutti, c'è un altro innamorato di quanto ha creato. Dio sta dentro questo romanzo, non nascosto e intangibile, ma presente nelle sue creature con i suoi piani di bene per tutti: per Maria Letizia grazie ad Eddy, per "Bambulella" tramite la vecchia madre, per Fabio Mirabella tramite lo stesso "Bambulella", per Tiziano che, tramite Rosy Jannone ritrova fiducia in se stesso e per Elena, grazie a Tiziano. Un romanzo che si apre e si chiude ad anello, al centro del quale c'è Dio.
Ed Eddy? Eddy è così solare e pieno di vita grazie agli insegnamenti della propria mamma Emma. Personaggi - finalmente - tutti positivi per il mondo di oggi per tanti lati negativo. Eddy incanta ed ammalia.
In " Golfo mistico" colpisce poi l'espressività musicale di ogni pagina, di ogni periodo, di ogni parola. Bonaventurta non è solo scrittore, è un affascinante aedo capace di unire musica e parole insieme che lasciano meravigliati. Tutti i sensi ne sono coinvolti. Bonaventura è uno scrittore misuratamente sensuale in questo: la sua espressività è da gustare come i babà napoletani! Certi passaggi sono da rileggere più volte. Euritmia pura.
Il romanzo arricchisce l'anima e fa meditare. Da leggere senz'altro.

Prof. Ernesto Madau, Docente e scrittore di libri sacri

  • Marika Dell'Arte Marika Dell'Arte Interior Designer e Attrice
    Golfo Mistico: due parole evocative che riassumono egregiamente il contenuto inestimabile di bellezza e valori custodito in questo libro e regalatoci una goccia alla volta, una pagina alla volta, fino ad inebriarci col suo profumo e la sua melodica sinfonia in un amplesso di emozioni che scuotono gli animi. Napoli e il Misticismo fanno da fil rouge che intesse amabilmente la trama del romanzo restituendone uno sprazzo di vita reale e quasi palpabile grazie al pennello fine del Maestro Bonaventura che aggiunge dettagli, a volte rasenti al barocchismo, ma sempre spudoratamente tangibili e riconoscibili, al fine di creare veri e propri quadri emozionali che stuzzicano ogni senso del lettore e lo trasportano istantaneamente, come in un viaggio a spasso nel tempo, tra i vicoli intrisi d’arte, la brezza marina e il sole accecante riflesso sulla superficie del mare. I personaggi, modellati a tutto tondo, e le loro storie ricche di contrapposizioni, sono sapientemente dosati, come ingredienti di un dolce balsamo per l’anima, affinché non si copra nessun sapore ma si riesca a gustare e percepire le sfumature gustative di ogni ingrediente, nel bene e nel male, valorizzando così il risultato finale che viene affidato al volere di Dio. C’è molto del Maestro Bonaventura tra le righe del suo romanzo. Un sunto del suo essere, della sua poliedricità, della sua anima gentile e nobile. Un raccoglitore di bellezze da assaporare e da far tesoro per guardare la vita con occhi, cuore e anima diversi. Un piccolo seme, che si instilla, con l’augurio che possa diventare un grande frutto.
  • Maria Grazia Rocchi Maria Grazia Rocchi Insegnante
    Ho acquistato il libro perché avevo già apprezzato l"autore, Roberto Bonaventura, in «L"ermeneutica dei sospiri». Il romanzo è una cavalcata in sella ad una Napoli incantevole, magica. Il suo fascino maggiore è nella ricercatezza di particolareggiate descrizioni dove armonia, fantasia e bellezza la fanno da padrone. Devo ammettere che alla fine sono stata travolta da forte emozione e mi sono perdutamente innamorata della città partenopea. Grazie Roberto Bonaventura per aver riacceso il mio cuore.
  • Maria Luisa Boccuni Maria Luisa Boccuni Medico Psicoterapeuta
    “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste”. Il “Verbo” come “principio” di tutto, una parola che crea e che incanta per ciò che ha creato. E’ raro trovare qualcuno, tra gli “umani”, che sappia usare la “parola” così bene per illuminare profondità e renderle intime e palpabili, come fossero proprie, eppure, Roberto è capace di questo e nel suo romanzo riesce a far aleggiare lo Spirito di Dio tra i vicoli di una Napoli “velata” come il Cristo, di cui descrive luoghi, umori, sentimenti e sofferenze con la stessa leggerezza e soavità di un soffio, che accarezza amorevole i suoi personaggi e le loro storie, lasciandoli essere ciò che sono: piccoli riverberi di una dolorosa umanità ferita che vive di miracoli e superstizione. Ogni parola, in questo libro, è ricca di suggestioni e di poesia che s’incontra con la spiritualità, viva o sopita, dei suoi personaggi, talvolta luminosi, talvolta oscuri, che camminano e s’incontrano in questa città di colori, che non conosce disperazione né morte perché vive di Spirito. Questo libro è un libro sulla bellezza, sulla bellezza dello Spirito, che anima e vive dietro ogni storia e che conduce le vite dei suoi personaggi, con sottile scaltrezza, verso il naturale epilogo di ogni essere umano, che nasce dal “verbo” e consuma la sua esistenza fino al momento in cui il “verbo” tace. I vicoli e i monumenti d’arte fanno da sfondo all’intreccio di storie di ordinaria quotidianità, in cui i personaggi svelano al lettore curioso, i propri sentimenti e la propria fede mentre Napoli li attrae e li ispira, li seduce e li plasma per renderli poeti e filosofi sornioni, interpreti di una saggezza antica e una sapienza unica, che si trova solo qui, alle pendici del Vesuvio, ed è parte integrante di quella “napoletanità” che innamora di sé anche il visitatore più distratto, trasformandolo in un amante, appassionato e attento, alla sua “bella”. Come poter finire la lettura di questo libro senza essere anche noi presi dall’incanto e dal misticismo di questa città? Una città che ride e piange, urla e sospira, prega e si danna, mentre dona la propria saggezza e bellezza a chi l’attraversa senza giudicarla? Un modo c’è ma è straordinario come questa città in cui riecheggiano le parole di Giovanni.....“Maestro dove abiti?". E Gesù rispose: “Venite e vedrete!”
  • Laura Prestipino Laura Prestipino Sarta e disegnatrice
    «Golfo Mistico», un romanzo che mi ha emozionata per le storie piene di romanticismo, ricco di colpi di scena e intrecci familiari, che fanno emergere sani principi anche se in contesti difficili, supportati di una grande interiorità e spiritualità. I protagonisti si vedono catapultare in un scenario fantastico come il golfo di Napoli, città grande protagonista del libro, per le descrizioni architettoniche e storiche, che affascinano il lettore come se si fosse lì di persona, in quei vicoli, piazze e terrazze che si affacciano sul mare, con le sue bellezze tutte da contemplare, per vivere le umane faccende. Non manca la suspense di inaspettati eventi…tutto da scoprire con stupore. In ogni pagina si legge una parte del Autore, che con il suo stile letterario sa creare bellezza, e anche un innata ironia nei dialoghi che fanno sorridere e rendono il tutto leggero e scorrevole. Che dire altro… è veramente un bel libro c’è tutto amore, dolore, delusione, paure e terrori, sogni e speranze. I miei complimenti vanno all'autore: Roberto Bonaventura che mi ha fatto sognare amori veri, descritti magistralmente e realisticamente nel contesto splendido della sua terra!

     

    Ho appena finito di leggere "L'introspettiva del cielo" di Roberto Bonaventura… e non c'è frase più azzeccata di questo suo pensiero: “Uno scrittore ha in mano un potere assoluto. Vita e morte, felicità e dolore, guerra e pace… tutto da lui dipende. Può farti piangere o ridere, in ogni caso deve riuscire a scoperchiare il tetto della tua casa e farti volare via.” Proprio questo è ciò che questa nuova opera sa fare… ti introduce con i suoi aforismi, pensieri e fotografie nelle realtà quotidiane, dove c'è di tutto, gioia, dolore, amore, spiritualità, ironia che ti fanno riflettere, che tutto deve guardare al cielo e che le cose terrene sono effimere e finiscono e quello che rimane è l'amore che ti lega alle infinite bellezze del cielo. I miei vivissimi complimenti, Roberto, sei riuscito a scoperchiare il tetto che mi ha fatto volare via, nel tuo mondo di parole, amore e poesia…
  • Rachele De Martino Rachele De Martino Modista
    Roberto Bonaventura ha l'arte della descrizione, fa vedere anche i pensieri dei protagonisti.
    Tutto mi ha colpito: la trama, la forma, i vari aspetti della condizione umana, l'amore, la fede, le origini, il destino, la morte.
    Questo romanzo mi ha suscitato forti reazioni emotive. Si freme, si sogna, si sorride e si piange per la commozione. Sono riuscita a vedere le cose "da dentro" per come erano descritte. Bellissimi e "vivi" i vari personaggi. "Golfo Mistico" è un libro che porta il lettore a viaggiare con la fantasia. Mi piace!!!
    Complimenti di vero cuore.
  • Silvia Pedrini Silvia Pedrini Autrice libro di poesie
    Là, dove si incontrano i respiri di amanti, il mare e il suo sole, ecco intrecciati i misteri e i profumi nell'acre sapore agrodolce di Napoli. Già: Napoli. Distrutta e distruttrice nell'anima e nelle vene. Costruita con la stessa lava vereconda e sterminatrice di cui si rende unica detentrice, incontaminata sede di pace e di guerra interiore, Napoli ha sangue umano nelle vene. Teatro di mortuarie braci ardenti nell'indicibile cornice di una pioggia di sentimenti, Napoli si erge e si espande, Fiera e crudele, in tutta la sua dolcezza dolorosa e ladra. Un racconto che parla di errori e di rinascita, con una forza quasi boriosa e fastidiosa, pungente e dura, nell'affacciarsi alla vita. Un'incontrastata e incontrastabile vita, brulicante di pensieri e di racconti, in un romanzo che insegue se stesso e che si intreccia, parola dopo parola, nella matassa di pensieri e di storie che altro non sono se non il rimasuglio del Pensiero di Dio. Un racconto doloroso ed emozionante, dall'eco lancinante e glorioso. Un racconto dentro ad ogni racconto che si snoda attraverso le vie di una città intrepida e mozzafiato, ladra e invitante, pericolosa e ammaliante. Tra degrado e dolcezza, incubo e gioia, paura e felicità, violenza e Redenzione, ecco lo smuoversi del magma dell'Anima nei Cuori dei personaggi. Se si stima Roberto non lo si stima certo per la sua precisione, ma per la più grande accuratezza con cui viene curato ogni singolo dettaglio della storia. Se si stima Roberto non lo si stima solo per aver scritto un romanzo, ma per aver fatto emozionare il Cuore. Che dire? Napoli è bella, il Cuore di Roberto di più. La napoletanità è un marchio di fedele o infedele gratitudine, l'appartenenza alla sua sostanzialità, un immenso, fragile e possente DONO. Grazie Roberto per aver donato la più bella visione di Napoli, nella sua incommensurabile bellezza e nel suo sporco, devastato e degradato SPLENDORE!
  • Paola De Lillo Paola De Lillo Blogger Cattolica
    E’ sempre arduo recensire un’opera di Roberto Bonaventura, un' artista poliederico che spazia dalla musica alla spiritualità ed ora, dopo l’incredibile raccolta di aforismi “L’ermeneutica dei sospiri”, ci presenta un’ altra sua inaspettata produzione, addirittura un romanzo, “Golfo mistico” (acquistabile su Amazon). Già sul titolo bisogna interrogarsi. L’immagine del golfo di Napoli, che campeggia sulla copertina con lo sfondo di una, ricostruita, esplosione del Vesuvio, condurrebbe il lettore a una visione misticheggiante di una terra molto amata dall’autore e fra le più belle del mondo. L’aggettivo scelto riconduce invece anche ad un’altra vena artistica del Bonaventura, la musica, che nei teatri viene suonata nella buca dove alloggia l’orchestra, il cosiddetto “golfo mistico”, appunto. Geniale metafora con cui un unico titolo riassume significati multipli che stanno tutti a identificare le varie anime dell’autore e introduce alle storie che il romanzo fa vivere. Storie che sono diversi percorsi di vita i cui epiloghi si ricapitolano fisicamente nella capitale della bellezza: la splendida e contradittoria città di Napoli. Sembra banale affermare, ma non scontato, che lo stile del romanzo rispecchia in parole le caratteristiche della musica di Roberto Bonaventura, che è melodica e armoniosa, sapientemente calibrata fra una classicità rimodernata e nuove sonorità, ma qui però è senza il sottofondo di quella vena di struggente nostalgia che talvolta emerge dalle sue composizioni più intimistiche. Nel suo romanzo infatti, salvo rari momenti di oscurità tenebrosa, è tutto un tripudio di luci, e poi melodie, profumi e viste spettacolari alternate a scorci caratteristici e quasi pittoricamente narrati, nulla lasciando all’immaginazione ma tutto minuziosamente descritto, come a guidare il lettore attraverso un itinerario di viaggio e di memoria storica. Non è da credere però che la narrazione didascalica dei luoghi e dei personaggi che li animano sconfini in una pedantesca erudizione descrittiva: lo stile del romanzo è, al contrario, vivacissimo, travolgente e con un finale molto avvincente. Tale lettura è resa gradevolissima e scorrevole anche grazie a un lessico straordinariamente ricco di vocaboli originalmente usati. Gli stessi protagonisti delle storie, così come i comprimari, sono minuziosamente descritti nel fisico e, cosa più importante, nell’anima, così da renderli indelebili archetipi di un’umanità che ama, soffre, cerca e trova soluzione solo nel Dio della vera Storia e del vero Amore. L’autore li coglie tutti in un momento preciso della loro vita, ancora in nuce, quando ognuno di loro è sospeso nell’attesa di un evento che, sospirato o inconsapevole, cambierà per sempre il corso della loro esistenza. I protagonisti sono giovani, belli, innamorati della vita o delusi da essa, con storie positive o tragiche alle spalle, ma con un filo conduttore che li accomuna: tutti, abbracciandolo o rifiutandolo, hanno conosciuto il Dio cattolico. Molto interessante è anche l’accostamento della bellezza assoluta dei luoghi e delle figure positive del racconto con le brutture dell’altra faccia di Napoli, quella dei vicoli e del malaffare. Contraddizioni estreme queste che attengono ad una città segnata da secoli di ingiustizie e che fatica a ritrovare il suo antico splendore di cui restano, anche se talvolta diroccate, le vestigia di una storia ormai lontana e che l’autore via via ci rappresenta. Ma Roberto Bonaventura sembra che voglia coprire con uno sguardo di compatimento benevolo anche le vittime di realtà subìte più che cercate. Si potrebbe dire che in questo romanzo trionfa la manzoniana “provvidenza” di un Dio che riscatta l’ingiusta sofferenza e dà ragione alla fede perseverata oltre ogni razionale aspettativa. Un libro che contiene quindi tematiche a più livelli, come si è già detto, e che ricapitola le avventure umane in una visione estetica e trascendente della vita. Ne emerge un affresco sempre nuovo e sempre identico, che tratteggia con i colori delle varie espressioni dell’Arte passioni e sofferenze, amori e speranze, rifiuti e fiducia in Dio.
  • Elena Noli Elena Noli Impiegata
    Golfo Mistico? Che titolo intrigante. Curiosa, inizio a leggere. Respiro profondamente: raccolgo e focalizzo nella mente immagini di puro sentimento, tessere di un mosaico bizantino dai colori incisivi... caspiterina. E così presa per mano dal narratore, immersa nella luce caravaggesca, tra stretti vicoli, vedo struggenti e contrastanti colori, volti, sguardi, lascito di antiche genti, odo suoni e voci di gioia e di dolore, parole d'amore appena sussurrate. Si confonde la tragedia e la commedia della vita. 'Na tazzulella e cafè, ed eccola appare Napoli. Miseria e Nobiltà, gioia e dolore, santi e maledetti. Mille facce, la sua umanità come unica espressione: i volti di tutti i figli perduti e mai dimenticati. Metto a fuoco l'immagine, per opera del Dio Invisibile fatto Uomo, le tessere si incastrano in perfetta armonia. Le preghiere incessanti di una madre, la fede incrollabile di un vecchio sacerdote, la ritrovata fede e l' agognata nuova vita si trasforma in eccelsa bellezza. L' Eterno Amore. Copiosa apud eum redemptio. La voce familiare di Giuseppe Gambi, "Lungomare luntano". Il golfo, misticamente, abbraccia il Vesuvio che, in silenzio, osserva e medita sui suoi Napoletani Sostanziali
  • Christian Siboni Christian Siboni
    Davvero uno splendido romanzo "Golfo Mistico", opera intrisa di sentimento e Fede, con storie d'amore fra vari personaggi che hanno come denominatore comune Napoli, città baciata da Dio, anche se spesso vilipesa con troppa facilità da una critica superficiale. Stile di scrittura sobrio e ricco al tempo stesso, che trasmette emozioni mettendosi nei panni dei protagonisti, con periodi di descrizione brevi che rendono più snella la lettura. Il rapporto con Dio viene fuori in maniera spontanea, mai noiosa, e singolare per ciascuno, fuori da rigidi schemi teologici, introspettivo in base alle singole esperienze. In soldoni, si può considerare un'opera letteraria per tutti, romantica e sostanziale, proprio così, come la napoletanità dello scrittore.
  • Emanuela Di Girolamo Emanuela Di Girolamo
    "Golfo Mistico" un romanzo di altri tempi....ma per questi tempi...in un mondo dove non si crede più al Sacro, dove sono scomparsi i veri valori della vita, dove non c'è più una fede autentica.... arriva lui...non un napoletano qualsiasi ma un "napoletano sostanziale" e ci fa vivere in queste pagine, parola per parola, un turbine di emozioni sorprendenti... gioia, dolore e soprattutto di speranza.... Speranza di credere in Dio... nel Dio cattolico che non ci abbandona mai... Nell' intreccio delle storie che vengono raccontate, l'autore ci fa conoscere e sembra di viverla in modo in cui viene descritta con le varie sfaccettature di una grande città, Napoli, con le sue problematiche, ma piena di ricchezze nascoste... che ti fanno amare il Golfo. È un romanzo di vera Fede che apre il cuore a Dio.... assaporare la lettura con gli occhi rivolti al cielo...
  • Adriana Bonino Adriana Bonino Terziana francescana
    Appena finito di leggere Golfo mistico. Dire strabiliante non rende l'idea. Veramente originale e coinvolgente. Ho saputo che a Napoli c'e una Chiesa dedicata alla Madonna della Mercede come la mia Parrocchia. L'epilogo toglie il fiato. Assolutamente da leggere.
  • Laura Tagliaferri Laura Tagliaferri Responsabile ufficio stampa Mercedes-Benz
    Il libro giace su un tavolo di cristallo e l'occhio è rapito dall'immagine della Montagna che sembra gorgogliare il suo ardore. La mente va subito all'Infinito condizionata dallo spirito della parole. Si, è un Golfo mistico che ti porta al di là della realtà. Ma via via che divori le pagine senti quel tocco concreto di vivo e reale che dà l'amore di un ricordo di vita che fu ma che sarà per sempre. Fluidità e proprietà di linguaggio, passione e semplicità nei sentimenti, sensibilità nel capire e descrivere i caratteri dei personaggi. Piacevole a leggersi e fonte di sentimenti che scaldano il cuore anche di chi, come me, conosce molto poco Napoli... ma ora già un po' di più. Consigliato ai napoletani, a chi è vissuto a Napoli ma soprattutto a chi ama questa bella Città.
  • Eliana Gramaglia Eliana Gramaglia Demonologa, scrittrice
    Ho letto Golfo Mistico, credo che anche tu ti sia ispirato a Sant'Alfonso Maria. Mi piace molto lo stile della scrittura è garbato, elegante, senza essere lezioso. Tutto è misurato, le descrizioni scenografiche sono molto dettagliate ma non annoiano, le sensazioni e gli stati d'animo " volano" dalla pagina al cuore. Per uno stato mio personale leggere di storie dove due persone si amano mi fa male. Non leggo più queste cose da anni. Questa volta però ci voglio riprovare, andrò fino in fondo, la presenza di DIO nel tuo libro fa la differenza tra una narrazione ed una speranza. Ti abbraccio a presto.
  • Mimma Scifo Mimma Scifo
    "Golfo Mistico" un libro scritto con grande passione, umanità e fede. In ogni situazione della vita Dio è al primo posto, come sapientemente sottolinea l'autore. Questo è un romanzo da leggere e da... apprendere. Grazie Roberto.
  • Franca Batilde Franca Batilde
    "Napul’è" di Roberto Bonaventura è una versione raffinata di una delle canzoni più belle di Pino Daniele. Finezza che affiora dalla sua voce, abilmente usata per smorzare dolcemente una “lingua” forte e tonante come quella napoletana, voce messa in risalto dalle limpide note del pianoforte. Molto interessante è la scelta del “bianco e nero" per il video, apparentemente in contrasto con le parole: “Napul’è mille culure” ma che invece rimanda, in un perfetto parallelismo, alle tante contraddizioni che accompagnano da sempre questa città unica al mondo. Inoltre l’uso del non colore imprime un’aura di mistero, volta a rispondere alla necessità di velare tanta disarmante bellezza!
  • Giovanna Busolini Giovanna Busolini Studiosa della mistica Maria Valtorta
    Ho letto il tuo romanzo: "Golfo Mistico" tutto d'un fiato" E' veramente bello e ti faccio tutti i miei più vivi complimenti. Hai veramente un modo di scrivere che ti tiene legato al testo, e ti dispiace quando il libro è finito. Sei riuscito a dare tutti i messaggi cristiani senza darlo a vedere più che tanto e questa è una cosa molto buona, bravo ancora.
  • Maria Pia Giovinazzo Maria Pia Giovinazzo Infermiera
    Ho finito di leggere "Golfo Mistico". Un romanzo che mi ha catapultata dentro un film in un luogo a me sconosciuto, dove le pagine e il racconto "Profumano di Dio". Un amore celeste è stato il canto dei personaggi. Complimenti a Roberto Bonaventura che ha saputo regalare e trasmettere i messaggi contenuti in questo libro. Complimenti!
  • Massimo Viglione Massimo Viglione Professore, scrittore e storico
    Ho letto con molto gusto e anche con arricchimento personale il “Golfo mistico” di Roberto Bonaventura. Il titolo è particolarmente indovinato, in quanto le storie che vengono seguite – storie di vita quotidiana ma intrise di amore e dolore – sono perfettamente incastonate nella descrizione viva delle meraviglie di Napoli, al punto che al lettore può veramente sembrare di essere presente nel vedere l’evolversi delle scene a Posillipo o ai Quartieri spagnoli, a Mergellina come nelle insenature più recondite del golfo. E questo golfo risulta veramente “mistico”, non solo nella sua bellezza, ma anche dal punto di vista spirituale. La religiosità sincera e tradizionale (oggi è d’obbligo specificarlo) dell’autore traspare evidente nella ricostruzione degli eventi e della psicologia di ogni personaggio, come un inno a Colui che muove le vite di ciascuno di noi. Fede, amore, bellezza, non esulano per Bonaventura dalla drammaticità – a volte perfino la più terribile possibile – della vita. Ma tutto poi converge nella speranza della vittoria del bene. Quella speranza che è l’unica forza che riesce a mandare avanti, ancora oggi, quella città e quel popolo. L’opera di Bonaventura è la dimostrazione inappellabile di come si possa fare letteratura senza ossequiare i poteri che controllano tutto il mercato dei libri (e delle menti delle persone). Ovviamente a prezzo di battaglie solitarie. Ma oggi sono sempre più numerosi coloro che sono pronti – ognuno nel suo campo – a pagare questo prezzo. Ne va della nostra libertà e della bellezza della nostra identità. E giorno, dopo giorno, si diviene meno… solitari. Anche questo è uno dei meriti del libro di Roberto Bonaventura.
  • Francesca Artuso Francesca Artuso Responsabile settore librario
    Similmente al golfo mistico teatrale dove l'orchestra sottolinea con la musica le emozioni vissute sul palcoscenico, anche il lettore siede nel suo "golfo" intimo e personale e, con la concentrazione e il trasporto della lettura, assiste alle vicende dei vari personaggi con viva emozione, ritrovandosi nelle caratteristiche peculiari di ognuno di loro. Ho notato, con piacere, che "l'unità di effetto", tipica dei romanzi avvincenti per i quali non si ha difficoltà alcuna a leggere, non consente minimamente al lettore di annoiarsi né di prolungare troppo nel tempo la lettura: non costa alcuna fatica leggere il libro tutto d'un fiato, proprio per non perdere il gusto dell'immedesimazione, del fascino e dello sviluppo delle vicende.
  • Dott.ssa Afra Favilla Dott.ssa Afra Favilla
    L'eterna lotta tra il Bene e il Male si dipana attraverso le strade di Napoli. Storie di vita, provate dal dolore e dalla difficoltà e premiate dall'amore e dal successo, si intrecciano ad altre di violenza in cui solo una grande fede spinge l'intervento divino ad agire. La città partenopea vuole essere scenografia di tutti gli eventi, ma la sua prorompente bellezza geografica e ricchezza architettonica, ne fanno la protagonista. Lo sguardo del Vesuvio silente ma vigile... Alla Montagna l'ultima parola..."
  • Paola Mannetti Paola Mannetti
    "Un giorno anch'io scorsi, all'improvviso, un libro tra i tanti... Mi colpì, sembrava unico... Infatti lo aprii e le sue pagine erano tutte bianche... pagine ancora da scrivere... seppure già scritte da Dio e da una mano sognante... E il Destino che cercavo era proprio li'. Mentre ci ero già immersa... e non lo sapevo. Certo... era tutto lì intorno a me... e io non lo vedevo... Ci vollero quelle pagine bianche e nere d'inchiostro... versate da un cuore che ama... per riuscire a guardarmi intorno... Attraverso i suoi occhi... e vedere quello che prima non c'era... Pure se era sempre stato là..." ...  ... Questo mi pare di ascoltare dal pensare della ragazza bionda del video di "Napule' " di Roberto Bonaventuraa grande scrittore, musicista, interprete... Innamorato della sua Napoli, tanto che te la fa sognare, attraverso quello strumento flautato, dolce e forte della sua splendida voce... Calda e piena, ricca di sfumature... come il vero caffè della stessa città... Inebriante e poetica, come un vino rosso, bevuto in un ristorante di fronte al mare, appunto, della sua Città... La sua voce attraversa l'anima... e la sua anima attraversa la voce... Un solletico misto ad un brivido che ti attraversa e passa al cuore... Quasi da perdere la testa e ritrovarsi in un mondo sconosciuto e caro allo stesso tempo... Napoli... Che anche quando non ci sei mai stata, ti appartiene... e ti aspetta... GRAZIE ROBERTO !
  • Marco Grilanda Marco Grilanda Personal Trainer
    Sono un amante dei viaggi e spesso vado all'estero. Non avrei mai immaginato, leggendo "Golfo Mistico", di intraprendere un viaggio senza muovermi da casa. Se volete innamorarvi di Napoli delle sue strade, dei suoi sapori, delle belle persone partenopee, allora dovete tuffarvi nel romanzo di Roberto Bonaventura, tra ambientazioni suggestive e affascinanti di una Napoli vivida. Nella trama si intrecciano storie di bene e il male che rimandano alle contraddizioni della Città. Roberto ci mette tanto di suo nella sua produzione, ad esempio in un frangente quasi "Triller" l'ho rivisto in qualità di Maestro esperto di difesa personale (Krav Maga) apprezzato insegnante in alcuni corsi tenutisi nella mia palestra. Sono anche rimasto colpito, come uomo attratto dalla bellezza delle donne, dalla narrazione delicata dei dettagli estetici dell'universo femminile. Insomma: un gran bel viaggio!
  • Giovanna Romano Giovanna Romano Impiegata
    Ciao Roberto, vorrei umilmente esprimerti i miei complimenti per il libro. Come mi aspettavo è molto bello. Mi è piaciuto il modo di descrivere i personaggi i paesaggi ed i sentimenti... mi è venuta voglia di vedere Napoli! Io ci sono stata... ma non dico di rivedere... bensì di vedere! Per motivi che non sto a raccontarti ho brutti ricordi... ma la tua descrizione li ha cancellati. Complimenti! Spero che molti giovani... che hanno una vita davanti... possano leggerlo per capire l’importanza e la bellezza dei veri sentimenti e di vivere in Grazia di Dio.
  • Paola Bragazzi Paola Bragazzi Avvocato
    Caro Roberto ho letto il tuo libro, l' intreccio è molto coinvolgente, di grande realismo, soprattutto quando descrivi Napoli con tutte le sue sfacettature, la suspence non manca negli episodi dell esorcismo , il linguaggio è scorrevole e ricco. Attendo il seguito.
  • Cinzia Chiari Cinzia Chiari
    Ho appena finito di leggere il bellissimo romanzo "Golfo Mistico". Capitoli non troppo lunghi, come piace a me.
    Il modo di scrivere di Roberto Bonaventura è splendido; ogni dettaglio è raccontato in maniera davvero straordinaria.
    Complimenti e Dio benedica Roberto, grandemente, per tutto.
  • Enza Martuscelli Enza Martuscelli
    Nel libro "La soglia dell'Aldilà", dello scrittore Roberto Bonaventura, ho trovato un compendio di tutto ciò che cercavo da anni. Lo paragono ad un tesoro nascosto che in un mondo secolarizzato viene definito una leggenda, ma che esiste e può essere trovato da chi lo cerca. Chi si avventura in questa lettura, concreta ed edificante, scoprirà la gioia di aver trovato quella ricchezza interiore che possiede ogni creatura, purtroppo oggi ottenebrata da tante false ideologie e dottrine. Un linguaggio chiaro che risuona nell'anima, ti indirizza verso Dio Padre, un Padre che ti sta chiamando, che ti invita a seguirLo, ti suggerisce come fare la Sua volontà, come osservare i Suoi comandamenti. Con tristezza ammetto che ciò che ho letto nel libro, oggi non viene più gridato dai pulpiti perché cose ritenute obsolete, passate, non in sintonia con l'uomo moderno e tecnologico, perché troppo preso a inseguire gioie e risultati soggetti a caducità. Raggiungere la consapevolezza che lo Spirito di Dio è in ognuno di noi è qualcosa di sublime, è una colonna di fuoco che ti protegge da ogni calamità. Se desiderate essere figli di un Padre fedele, amorevole, onnipotente, vi consiglio questo splendido libro che a me ha rigenerato l'anima. Misericordia di Dio, che nessuna mente né angelica ed umana può comprendere, abbi pietà di noi.
  • Simone Periccioli Simone Periccioli
    Roberto, volevo ringraziarti per il libro che hai scritto, e che mi hai dato gratuitamente ‘La soglia dell’Aldilà”. È bellissimo e mi ha fatto tanto bene. Spesso mentre leggevo mi sono commosso fino alle lacrime perché ci sono passaggi che mi hanno toccato il cuore: deve esser stato scritto in ginocchio. Una volta mi sono commosso talmente tanto mentre leggevo che mi sono scese davvero le lacrime, purtroppo però ero nella sala di attesa del concessionario auto dove attendevo il tagliando della macchina e si, mi hanno preso per pazzo. Solo che quello che scrivi nel libro mi commuove perché mi fa sentire vivo perché ogni attimo vissuto nel Signore è già eternità, e quando poi insegni a pensare secondo Cristo, a combattere per Lui, ad amarlo lottando contro le tentazioni e l’uomo vecchio che alberga in ciascuno di noi, ecco allora la mia vita sbiadita e insignificante torna ad essere ciò che deve essere: un dono. Ma i sacerdoti oggi non parlano più così. A volte mi sembra che anche per la Chiesa vali se fai e non perché sei. Anche per questo amo la Liturgia tridentina, perché anche per i buoni a nulla come me c’è posto perché non devi far nulla ma contemplare e adorare. Questa è a mio parere la vera partecipazione attiva al Santo Sacrificio: guardare, contemplare, adorare, lasciarsi amare, lasciarsi salvare, senza protagonismi: il protagonista è Lui. Scusa lo sfogo e la lunghezza. Grazie ancora per ciò che hai scritto. Un abbraccio. In Corde Jesu.
  • Don Fabio Castagnoli Don Fabio Castagnoli
    Sono immerso nella lettura di questo viaggio "napoletano" che l'autore Roberto Bonaventura ha preparato per ognuno di noi. Mi ritrovo in quella città, vero "golfo mistico" di musica e di fede, come ai tempi dei miei pellegrinaggi per Sant'Alfonso Maria de Liguori, di cui il libro parla con riferimenti generosi e devoti.
La mia stessa vocazione è partita dalla conoscenza di questo grande santo. Tra le altre cose... perdonate la mia sincerità: ma chi se la dimentica più la prima pizza al Borgo marinari vicino Castel dell'Ovo? Tra queste pagine risento anche tutti quei profumi. Devo dire che si tratta di un romanzo veramente cattolico e quindi molto interessante...
  • Simone Roy Simone Roy
    Caro Roberto. Leggendo il tuo fantastico libro, "Golfo Mistico" posso dirti che la sua struttura è composta benissimo, sia all'interno della storia, sia per la divisione dei capitoli. Tutto è fatto in modo da appassionare il lettore e non c'è assolutamente modo di annoiarsi. Ho intravisto gran parte della mia vita attraverso i personaggi del romanzo. Anche io come loro ho avuto la fortuna di vivere una sensazione di pienezza assoluta nel Cuore, con qualcuno che conoscevo a malapena e questo mi ha permesso di capire le loro sensazioni. Ad esempio ho avuto la stessa sensazione che Carlo Improta ha avuto per Catherine, quando pensava che fosse stata solo un miraggio, per quanto fosse bella in tutto e per tutto. L'amore che mi hanno trasmesso quelle pagine sono un qualcosa che sembra fuori dalla realtà, ogni singolo personaggio mi ha insegnato qualcosa. Edward ad esempio che i sogni sono belli solo se condivisi con le persone giuste, Tiziano che non bisogna mai arrendersi, Elena che se non si è ricchi d'amore nessun’ altra ricchezza ci renderà mai felici, Maria Letizia che non bisogna mai chiudere il cuore perché qualcosa di bello arriva sempre, "Bambulella" che anche se sbagliamo per colpe non del tutto nostre c'è sempre un'altra possibilità perché Dio non ci abbandona mai, soprattutto se c'è chi prega per noi sempre, come nel caso della sua mamma. Più leggevo e più sapevo che purtroppo prima o poi tutto sarebbe finito. E quando ho finito di leggere l'ultima pagina ho avuto la stessa sensazione che si vive quando si perde un caro amico. Ma allo stesso tempo, come tutte le cose belle, ho pensato che non conta che fosse finita l'importante è averla vissuta. Grazie di Cuore Roberto.
  • 
Daniela Dionisi 
Daniela Dionisi
    Ave Maria, Roberto e Buona Pasqua! Ti volevo dire che ho terminato il tuo libro e che l'ho trovato molto bello e scorrevole. 
L'ho finito in 2 sere! 
Ho trovato per la prima volta in vita mia un romanzo in cui finalmente i valori cristiani si ritrovano nei personaggi e quelle verità di fede che Il mondo scaccia con il nulla. 
Il finale inaspettato ha lasciato solo la voglia di leggere ancora! Bravo e grazie per questa opportunità.
  • Beatrice Buscherina Belleffi Beatrice Buscherina Belleffi
    "Ogni luogo del mondo avrebbe bisogno di un po' di Napoli". Roberto, grazie per avermene portata molto più che "un po' ", con il tuo romanzo “Golfo Mistico” e la tua musica.
  • Lu San Lu San
    Caro Roberto, ciao, sono Lucia. Sono a metà lettura del tuo libro "L'introspettiva del Cielo". Purtroppo lo sto leggendo in ospedale, mio marito ha subito un intervento, tu non immagini nemmeno, quanto conforto mi danno le tue foto, le tue frasi di speranza e d'amore verso Dio. L'intero reparto sa almeno qualche tua frase perché cerco, nel mio piccolo, di portare un po' di consolazione, oltre a mio marito, anche ad altri degenti. E' stato provvidenziale questo libro, in questi giorni. Sei un grande strumento nelle mani di Dio, e io sono fiera, in qualche modo, di esserne parte. Dio ti benedica sempre e grandemente, davvero, un abbraccio di cuore.
  • Enrica Ambrosi Enrica Ambrosi Medico
    "Quando ti immergi nella lettura di un bel libro si deve passare dalla gioia di averlo cominciato alla tristezza per averlo terminato". Questa citazione tratta dal bel romanzo di Roberto Bonaventura “Golfo Mistico” rende bene la mia sensazione di oggi. Caro Roberto, ho appena terminato il tuo romanzo che mi è molto piaciuto per vari aspetti: innanzitutto mi è piaciuto poterti riconoscere nella scrittura attenta e dettagliata, nelle descrizioni accurate della bella città di Napoli che purtroppo non conosco, ma che grazie a te ho goduto nei suoi particolari. 
Mi è piaciuto lo spirito Cristiano che pervade tutti i racconti e che delinea i personaggi. È difficile ormai trovare romanzi per il grande pubblico che menzionino la fede e forse è la cosa che più mi ha colpito. Sei un uomo di fede e non ti nascondi... grazie per il romanzo e per l’amicizia.
  • Cosetta Gigli Cosetta Gigli Soprano
    Sono d’accordissimo con ciò che hanno scritto riguardo il tuo romanzo: "Golfo Mistico", si legge scorrevolmente e il lettore riesce a proiettarsi in un mondo magico pieno di emozioni come venisse coinvolto dall’ascolto di una sinfonia, dove note dal sapore antico ti accarezzano l’anima. 
Grazie Maestro.
  • Simona Loprete Simona Loprete
    Questo libro è come i golosi di Nutella....quando cominci a mangiare non smetti più......troppo bello! Complimenti, Roberto.

Io e Vittorio Squillante

Vittorio Squillante,
uno dei nomi che hanno esaltato e resa senza uguali la storia del cinema, non soltanto in Italia.

Lo avevamo incontrato qualche mese fa, nel suo Studio romano che porta il suo nome, in un elegante palazzo dalle parti di San Pietro.

Un ambiente colmo di ricordi, tanti i ritratti d’autore: campeggia una dedica personale di Frank Sinatra; è ripreso con Joe Pesci, con Robert De Niro, con un giovanissimo Massimo Ranieri (che fu una sua scoperta), con il premio Oscar Murray Abraham, con Sergio Leone e con Harvey Keitel; ed ancora con Angela Luce e Lina Sastri, Franco Nero e lo scomparso Giuliano Gemma.

Tante le personalità del cinema che da decenni appassionano ed emozionano le platee di ogni luogo. Sono stati tutti suoi amici prima ancora che essere legati all’Agenzia che Vittorio da molti lustri dirige con suo figlio.

È un uomo apparentemente timido Vittorio, napoletano dentro che ha portato negli Stati Uniti quello spirito che sa attraversare ogni formalismo, nella propria unicità. Vittorio Squillante ha legato la propria esistenza ai suoi grandi amori: il cinema e il calcio, secondo tradizione tutta partenopea.

Testo tratto dall'articolo "Schermi Riflessi", di Armando Lostaglio

 

Con Vittorio Squillante c'è stata un'amicizia bellissima e una collaborazione artistica.

Mi ha dedicato dei versi scritti di suo pugno:

Dedica di Vittorio Squillante

Dedica di Vittorio Squillante

"Le Parole del mio Cuore"

Video di una nostra produzione artistica scritta in memoria di suo figlio prematuramente scomparso.

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