Dicono di me

Luca Maggiore

I pensieri di Roberto.
Ne scrivo a titolo di chi a Roberto vuol bene come ad un fratello
e di chi ama leggere.
C’è poesia, intelligenza, buon senso, creatività e... Dio.
C’è tanto Dio in quanto scrive il buon Bonaventura che,
nel proprio cognome, porta gran parte della sua storia.
Sì, perché conoscere Roberto è questione di buona ventura ed è anche
una buona avventura, per il cuore e per la testa e, se proprio vogliamo dirla tutta: per l’anima.
Leggete e resterete coinvolti dalla bellezza di certi aforismi,
dall’amore con il quale e per il quale Roberto mette mano alla penna
e chiede al proprio ingegno letterario di mettersi a disposizione di se stesso
e dell’eventuale lettore.
In questo libro ce n'è per tutti poiché di tutti si racconta.
Potrete aprire una pagina a caso e trovarci il pensiero,
la frase o la poesia che vi farà compagnia da quel momento in poi.
Ci sono anche delle foto; piccole finestre di mondo, catturate dall’occhio
di Roberto per divenire orizzonti di frasi garbate e poetiche.
Il garbo è tratto peculiare di Roberto Bonaventura.
Prendete e leggetene tutti, partecipate allo spettacolo del buonsenso
che si fa bellezza e sentimento.
Questo libro è, in definitiva, un atto d’amore, concreto e squisito, nei confronti
di ciò che di più bello e caro Dio abbia creato: l’essere umano... all’imperfezione del quale l'amore rimedia sempre.
E questo, Roberto lo sa.

Luca Maggiore, Attore, compositore, cantante, autore
Alberto Frappa Raunceroy

Golfo mistico: pochi titoli avrebbero potuto sintetizzare e condensare più efficacemente lo spirito e le suggestioni che il lettore introietta leggendo il romanzo d’esordio del napoletano sostanziale Roberto Bonaventura.
La struttura è particolare: la trama si suddivide in vari fili che si dipanano da un’unica matassa e si srotolano indipendenti l’uno dall’altro intrecciandosi poi attorno ad un unico τόπος incarnato dalla città di Napoli e da una religiosità popolare che trasuda da ogni pietra, da ogni blocco di tufo, da ogni edicola votiva e da ogni tempio che i protagonisti del romanzo si trovano a sfiorare durante le vicende narrate.
C’è l’italo-americano Edward (fin troppo bello e che abbaglia con i suoi occhi di smeraldo) di cui si fa la conoscenza nelle prime pagine appena sbarca a Napoli ansioso di riallacciarsi alle radici recise della sua anima partenopea e che gira per i vicoli inspirando a pieni polmoni ogni odore e ogni granello di polvere che possa decantare nel recipiente di uno spirito inquieto e incompleto; troverà una composizione nell’incontro con una guagliona (Maria Letizia) che sembra l’incarnazione dei suoi sogni frustrati fino a poco prima in una New York senza anima.
C’è Elena che incontra un romanziere (Tiziano Orlandi) disilluso e umiliato da troppi rifiuti editoriali al punto di sottovalutare le proprie palesi qualità. Anche questo incontro di anime troverà un lieta composizione nell’unione di due spiriti saranno così in grado di stimarsi e aiutarsi vicendevolmente.
Attorno a queste due storie principali si annodano le vicende di protagonisti minori con episodi inattesi quanto crudi come quello di un furto che scoprirà un vaso di Pandora di turpitudini e peccati o di un esorcismo descritto dall’autore con una veridicità che farebbe invidia allo sceneggiatore del celebre film di William Fredkin.
Bonaventura non conosce imbarazzo o esitazioni nel palesare al lettore che il Trascendente e Dio sono la bussola che trascina e accompagna invisibilmente la vita dei protagonisti in ogni minimo dettaglio anche quando questi stessi lo ignorano o fanno finta di ignorarlo. Non vi è nella visione dell’autore alcun altro riferimento filosofico o etico se non quello di una Provvidenza che agisce e opera misteriosamente e silenziosamente nella vita di ognuno di noi. Quella stessa provvidenza che come un setaccio mette alla prova e vaglia; che opera e salva fino all’ultimo istante.
Questo cruento scontro tra Trascendente e Immanente permea un quotidiano dove può capitare di sprofondare nel fango e insozzarsi nella melma ( e non mancano nel romanzo episodi in tal senso…). L’osceno, il deforme o il più inatteso dei peccati rimanda – consapevolmente o meno – alla visione letteraria della grande scrittrice americana Flannery O’Connor anche se alle sperdute e solitarie province americane si sostituisce qui lo stratificato e denso genius loci che ha vitalizzato ogni centimetro quadrato di questa città. Il vero protagonista di questo romanzo, difficile non accorgersene, è infatti Napoli che pulsa e respira come un organismo vivente alitando in ogni singola pagina i suoi odori, le sue atmosfere e la sua peculiare energia pompando nelle vene del racconto il sangue denso del suo corpaccio millenario. Ogni frase, ogni sintagma è plasmato e studiato come una voluta barocca (Bonaventura non tenta nemmeno di dissimulare la sua attrazione per questo stile ridondante e pieno…), come il cartiglio su un portale nobiliare; una prosa a tratti preziosa ed elegante lascia il posto talvolta a sprazzi melò e a descrizioni troppo didascaliche ma trasuda e gronda un amore per Napoli e per i suoi difetti che poi non sono altro che i suoi pregi.
Tutto a Napoli è bello per Bonaventura: Il cibo era una vera esperienza sensoriale, estetica e liturgica, che coinvolgeva e fasciava di luce i cinque sensi. (…) Due foglie di “vasenicola”, come si dice in napoletano, erano capaci di rendere uno spaghetto al pomodoro, una vivanda da Re.
E ancora: (…) Tutto in quella città magnifica, possedeva un andamento teatrale e pittoresco, solenne e frugale. Per Tiziano era come vivere dentro una favola infarcita di ossimori. Ogni giorno gli si presentava con le sembianze di una pagina bianca di un libro tutto da romanzare con parole trasudanti gratitudine.
Di fronte a questa prosa e alla strabordante presenza di una Napoli vivificata che aleggia e domina la scena persino le vicende di Edward e Maria Letizia, del fratello di questa Giacinto (detto “Bambulella”) o del romanziere in attesa di pubblicazione Tiziano e della sua amata Elena finiscono per venire travolti e fagocitati; un destino provvidenziale sembra avere deciso per loro con una generosità che li lascia attoniti e inebriati. I personaggi di questo romanzo si tramutano in statuine di un presepio metaforico che vengono spostate di continuo fino quando l’autore troverà pace in una trama che in realtà non lo soddisferà perché chi aspira all’Assoluto non si cheta che in una Perfezione irraggiungibile. Al lettore rimarrà un’unica domanda in sospeso dopo aver chiuso l’ultima pagina del libro: ma Dio è napoletano?

Alberto Frappa Raunceroy, Scrittore friulano. Autore di romanzi storici.
Edwin Tinoco

Roberto Bonaventura è un grande artista, io so bene quanta passione mette quando scrive musica, testi e libri. Sono felice di essergli amico.

Edwin Tinoco, Ex Assistente Personale e Tour Manager di Luciano Pavarotti
Gianfranco Aquila

Scrittore, compositore, musicista, autore, produttore, interprete, Roberto Bonaventura riesce a coniugare svariati talenti; uomo poliedrico, sensibilità artistica, profonda passione per tutto ciò che crea, non ama conformarsi agli standard.
Lo scelsi per comporre l’Inno di Montegrappa, era l’unico che poteva catturare la vera essenza della mia Azienda e trasformarla in melodia; fui profondamente grato quando accettò l’incarico. Il risultato è stato esaltante.
Lo scelgo come autore, “Golfo Mistico” è stata una lettura appassionata, difficile appoggiarlo sul comodino, nonostante fosse notte fonda. Il linguaggio è ricco ma fluido, la trama avvincente, quella Napoli, che conosco così bene, riuscivo a percepirla.
Infine, lo scelgo come amico, ci accomuna la napoletanità, l’ironia, il nostro intenso credo religioso, la stima reciproca. Sono orgoglioso di poterlo annoverare tra le persone care che ho avuto la fortuna di incontrare in questa vita.
Con grande affetto.

Gianfranco Aquila, Presidente Montegrappa
Maurizio Tassani

Roberto ha dentro di sé l’anima dotta di Napoli, e nel suo ultimo libro :"Golfo Mistico" essa viene alla luce con pennellate che ricordano i quadri più intensi dei macchiaioli di fine 800.
La trama del romanzo è tessuta in maniera esemplare e porta il lettore a tuffarsi fra i vicoli della Napoli più recondita.
I personaggi sono tracciati nitidamente come se volessero dire in prima persona come sono, quasi stessero parlando personalmente al lettore. Quando ho finito di leggerlo ho chiuso gli occhi e ho viaggiato insieme a loro dentro ai luoghi e le situazioni che man mano si dipanavano nel libro e per un attimo mi sono sentito come il protagonista di Golfo Mistico e dalla mia bocca sono uscite le note di Reginella.

Maurizio Tassani, Cantante

  • Maria Grazia Rocchi Maria Grazia Rocchi Insegnante
    Ho acquistato il libro perché avevo già apprezzato l"autore, Roberto Bonaventura, in «L"ermeneutica dei sospiri». Il romanzo è una cavalcata in sella ad una Napoli incantevole, magica. Il suo fascino maggiore è nella ricercatezza di particolareggiate descrizioni dove armonia, fantasia e bellezza la fanno da padrone. Devo ammettere che alla fine sono stata travolta da forte emozione e mi sono perdutamente innamorata della città partenopea. Grazie Roberto Bonaventura per aver riacceso il mio cuore.
  • Maria Luisa Boccuni Maria Luisa Boccuni Medico Psicoterapeuta
    “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste”. Il “Verbo” come “principio” di tutto, una parola che crea e che incanta per ciò che ha creato. E’ raro trovare qualcuno, tra gli “umani”, che sappia usare la “parola” così bene per illuminare profondità e renderle intime e palpabili, come fossero proprie, eppure, Roberto è capace di questo e nel suo romanzo riesce a far aleggiare lo Spirito di Dio tra i vicoli di una Napoli “velata” come il Cristo, di cui descrive luoghi, umori, sentimenti e sofferenze con la stessa leggerezza e soavità di un soffio, che accarezza amorevole i suoi personaggi e le loro storie, lasciandoli essere ciò che sono: piccoli riverberi di una dolorosa umanità ferita che vive di miracoli e superstizione. Ogni parola, in questo libro, è ricca di suggestioni e di poesia che s’incontra con la spiritualità, viva o sopita, dei suoi personaggi, talvolta luminosi, talvolta oscuri, che camminano e s’incontrano in questa città di colori, che non conosce disperazione né morte perché vive di Spirito. Questo libro è un libro sulla bellezza, sulla bellezza dello Spirito, che anima e vive dietro ogni storia e che conduce le vite dei suoi personaggi, con sottile scaltrezza, verso il naturale epilogo di ogni essere umano, che nasce dal “verbo” e consuma la sua esistenza fino al momento in cui il “verbo” tace. I vicoli e i monumenti d’arte fanno da sfondo all’intreccio di storie di ordinaria quotidianità, in cui i personaggi svelano al lettore curioso, i propri sentimenti e la propria fede mentre Napoli li attrae e li ispira, li seduce e li plasma per renderli poeti e filosofi sornioni, interpreti di una saggezza antica e una sapienza unica, che si trova solo qui, alle pendici del Vesuvio, ed è parte integrante di quella “napoletanità” che innamora di sé anche il visitatore più distratto, trasformandolo in un amante, appassionato e attento, alla sua “bella”. Come poter finire la lettura di questo libro senza essere anche noi presi dall’incanto e dal misticismo di questa città? Una città che ride e piange, urla e sospira, prega e si danna, mentre dona la propria saggezza e bellezza a chi l’attraversa senza giudicarla? Un modo c’è ma è straordinario come questa città in cui riecheggiano le parole di Giovanni.....“Maestro dove abiti?". E Gesù rispose: “Venite e vedrete!”
  • Giovanna Romano Giovanna Romano Impiegata
    Ciao Roberto, vorrei umilmente esprimerti i miei complimenti per il libro. Come mi aspettavo è molto bello. Mi è piaciuto il modo di descrivere i personaggi i paesaggi ed i sentimenti... mi è venuta voglia di vedere Napoli! Io ci sono stata ... ma non dico di rivedere ... bensì di vedere! Per motivi che non sto a raccontarti ho brutti ricordi... ma la tua descrizione li ha cancellati. Complimenti! Spero che molti giovani .... che hanno una vita davanti.... possano leggerlo per capire l’importanza e la bellezza dei veri sentimenti e di vivere in Grazia di Dio.
  • Laura Prestipino Laura Prestipino Sarta e disegnatrice
    «Golfo Mistico», un romanzo che mi ha emozionata per le storie piene di romanticismo, ricco di colpi di scena e intrecci familiari, che fanno emergere sani principi anche se in contesti difficili, supportati di una grande interiorità e spiritualità. I protagonisti si vedono catapultare in un scenario fantastico come il golfo di Napoli, città grande protagonista del libro, per le descrizioni architettoniche e storiche, che affascinano il lettore come se si fosse lì di persona, in quei vicoli, piazze e terrazze che si affacciano sul mare, con le sue bellezze tutte da contemplare, per vivere le umane faccende. Non manca la suspense di inaspettati eventi…tutto da scoprire con stupore. In ogni pagina si legge una parte del Autore, che con il suo stile letterario sa creare bellezza, e anche un innata ironia nei dialoghi che fanno sorridere e rendono il tutto leggero e scorrevole. Che dire altro… è veramente un bel libro c’è tutto amore, dolore, delusione, paure e terrori, sogni e speranze. I miei complimenti vanno all'autore: Roberto Bonaventura che mi ha fatto sognare amori veri, descritti magistralmente e realisticamente nel contesto splendido della sua terra!
  • Rachele De Martino Rachele De Martino Modista
    Roberto Bonaventura ha l'arte della descrizione, fa vedere anche i pensieri dei protagonisti.
    Tutto mi ha colpito: la trama, la forma, i vari aspetti della condizione umana, l'amore, la fede, le origini, il destino, la morte.
    Questo romanzo mi ha suscitato forti reazioni emotive. Si freme, si sogna, si sorride e si piange per la commozione. Sono riuscita a vedere le cose "da dentro" per come erano descritte. Bellissimi e "vivi" i vari personaggi. "Golfo Mistico" è un libro che porta il lettore a viaggiare con la fantasia. Mi piace!!!
    Complimenti di vero cuore.
  • Paola Bragazzi Paola Bragazzi Avvocato
    Caro Roberto ho letto il tuo libro, l' intreccio è molto coinvolgente, di grande realismo, soprattutto quando descrivi Napoli con tutte le sue sfacettature, la suspence non manca negli episodi dell esorcismo , il linguaggio è scorrevole e ricco. Attendo il seguito.
  • Cinzia Chiari Cinzia Chiari
    Ho appena finito di leggere il bellissimo romanzo "Golfo Mistico". Capitoli non troppo lunghi, come piace a me.
    Il modo di scrivere di Roberto Bonaventura è splendido; ogni dettaglio è raccontato in maniera davvero straordinaria.
    Complimenti e Dio benedica Roberto, grandemente, per tutto.
  • Elena Noli Elena Noli Impiegata
    Golfo Mistico? Che titolo intrigante. Curiosa, inizio a leggere. Respiro profondamente: raccolgo e focalizzo nella mente immagini di puro sentimento, tessere di un mosaico bizantino dai colori incisivi... caspiterina. E così presa per mano dal narratore, immersa nella luce caravaggesca, tra stretti vicoli, vedo struggenti e contrastanti colori, volti, sguardi, lascito di antiche genti, odo suoni e voci di gioia e di dolore, parole d'amore appena sussurrate. Si confonde la tragedia e la commedia della vita. 'Na tazzulella e cafè, ed eccola appare Napoli. Miseria e Nobiltà, gioia e dolore, santi e maledetti. Mille facce, la sua umanità come unica espressione: i volti di tutti i figli perduti e mai dimenticati. Metto a fuoco l'immagine, per opera del Dio Invisibile fatto Uomo, le tessere si incastrano in perfetta armonia. Le preghiere incessanti di una madre, la fede incrollabile di un vecchio sacerdote, la ritrovata fede e l' agognata nuova vita si trasforma in eccelsa bellezza. L' Eterno Amore. Copiosa apud eum redemptio. La voce familiare di Giuseppe Gambi, "Lungomare luntano". Il golfo, misticamente, abbraccia il Vesuvio che, in silenzio, osserva e medita sui suoi Napoletani Sostanziali
  • Christian Siboni Christian Siboni
    Davvero uno splendido romanzo "Golfo Mistico", opera intrisa di sentimento e Fede, con storie d'amore fra vari personaggi che hanno come denominatore comune Napoli, città baciata da Dio, anche se spesso vilipesa con troppa facilità da una critica superficiale. Stile di scrittura sobrio e ricco al tempo stesso, che trasmette emozioni mettendosi nei panni dei protagonisti, con periodi di descrizione brevi che rendono più snella la lettura. Il rapporto con Dio viene fuori in maniera spontanea, mai noiosa, e singolare per ciascuno, fuori da rigidi schemi teologici, introspettivo in base alle singole esperienze. In soldoni, si può considerare un'opera letteraria per tutti, romantica e sostanziale, proprio così, come la napoletanità dello scrittore.
  • Emanuela Di Girolamo Emanuela Di Girolamo
    "Golfo Mistico" un romanzo di altri tempi....ma per questi tempi...in un mondo dove non si crede più al Sacro, dove sono scomparsi i veri valori della vita, dove non c'è più una fede autentica.... arriva lui...non un napoletano qualsiasi ma un "napoletano sostanziale" e ci fa vivere in queste pagine, parola per parola, un turbine di emozioni sorprendenti... gioia, dolore e soprattutto di speranza.... Speranza di credere in Dio... nel Dio cattolico che non ci abbandona mai... Nell' intreccio delle storie che vengono raccontate, l'autore ci fa conoscere e sembra di viverla in modo in cui viene descritta con le varie sfaccettature di una grande città, Napoli, con le sue problematiche, ma piena di ricchezze nascoste... che ti fanno amare il Golfo. È un romanzo di vera Fede che apre il cuore a Dio.... assaporare la lettura con gli occhi rivolti al cielo...
  • Adriana Bonino Adriana Bonino Terziana francescana
    Appena finito di leggere Golfo mistico. Dire strabiliante non rende l'idea. Veramente originale e coinvolgente. Ho saputo che a Napoli c'e una Chiesa dedicata alla Madonna della Mercede come la mia Parrocchia. L'epilogo toglie il fiato. Assolutamente da leggere.
  • Laura Tagliaferri Laura Tagliaferri Responsabile ufficio stampa Mercedes-Benz
    Il libro giace su un tavolo di cristallo e l'occhio è rapito dall'immagine della Montagna che sembra gorgogliare il suo ardore. La mente va subito all'Infinito condizionata dallo spirito della parole. Si, è un Golfo mistico che ti porta al di là della realtà. Ma via via che divori le pagine senti quel tocco concreto di vivo e reale che dà l'amore di un ricordo di vita che fu ma che sarà per sempre. Fluidità e proprietà di linguaggio, passione e semplicità nei sentimenti, sensibilità nel capire e descrivere i caratteri dei personaggi. Piacevole a leggersi e fonte di sentimenti che scaldano il cuore anche di chi, come me, conosce molto poco Napoli... ma ora già un po' di più. Consigliato ai napoletani, a chi è vissuto a Napoli ma soprattutto a chi ama questa bella Città.
  • Eliana Gramaglia Eliana Gramaglia Demonologa, scrittrice
    Ho letto Golfo Mistico, credo che anche tu ti sia ispirato a Sant'Alfonso Maria. Mi piace molto lo stile della scrittura è garbato, elegante, senza essere lezioso. Tutto è misurato, le descrizioni scenografiche sono molto dettagliate ma non annoiano, le sensazioni e gli stati d'animo " volano" dalla pagina al cuore. Per uno stato mio personale leggere di storie dove due persone si amano mi fa male. Non leggo più queste cose da anni. Questa volta però ci voglio riprovare, andrò fino in fondo, la presenza di DIO nel tuo libro fa la differenza tra una narrazione ed una speranza. Ti abbraccio a presto.
  • Mimma Scifo Mimma Scifo
    "Golfo Mistico" un libro scritto con grande passione, umanità e fede. In ogni situazione della vita Dio è al primo posto, come sapientemente sottolinea l'autore. Questo è un romanzo da leggere e da... apprendere. Grazie Roberto.
  • Paola De Lillo Paola De Lillo
    Lo stile del romanzo rispecchia in parole le caratteristiche della musica di Roberto Bonaventura, che è melodica e armoniosa, sapientemente calibrata fra una classicità rimodernata e nuove sonorità, ma qui però è senza il sottofondo di quella vena di struggente nostalgia che talvolta emerge dalle sue composizioni più intimistiche.
  • Giovanna Busolini Giovanna Busolini
    Ho letto il tuo romanzo: "Golfo Mistico" tutto d'un fiato" E' veramente bello e ti faccio tutti i miei più vivi complimenti. Hai veramente un modo di scrivere che ti tiene legato al testo, e ti dispiace quando il libro è finito. Sei riuscito a dare tutti i messaggi cristiani senza darlo a vedere più che tanto e questa è una cosa molto buona, bravo ancora.

Io e Vittorio Squillante

Vittorio Squillante,
uno dei nomi che hanno esaltato e resa senza uguali la storia del cinema, non soltanto in Italia.

Lo avevamo incontrato qualche mese fa, nel suo Studio romano che porta il suo nome, in un elegante palazzo dalle parti di San Pietro.

Un ambiente colmo di ricordi, tanti i ritratti d’autore: campeggia una dedica personale di Frank Sinatra; è ripreso con Joe Pesci, con Robert De Niro, con un giovanissimo Massimo Ranieri (che fu una sua scoperta), con il premio Oscar Murray Abraham, con Sergio Leone e con Harvey Keitel; ed ancora con Angela Luce e Lina Sastri, Franco Nero e lo scomparso Giuliano Gemma.

Tante le personalità del cinema che da decenni appassionano ed emozionano le platee di ogni luogo. Sono stati tutti suoi amici prima ancora che essere legati all’Agenzia che Vittorio da molti lustri dirige con suo figlio.

È un uomo apparentemente timido Vittorio, napoletano dentro che ha portato negli Stati Uniti quello spirito che sa attraversare ogni formalismo, nella propria unicità. Vittorio Squillante ha legato la propria esistenza ai suoi grandi amori: il cinema e il calcio, secondo tradizione tutta partenopea.

Testo tratto dall'articolo "Schermi Riflessi", di Armando Lostaglio

 

Con Vittorio Squillante c'è stata un'amicizia bellissima e una collaborazione artistica.

Mi ha dedicato dei versi scritti di suo pugno:

Dedica di Vittorio Squillante

Dedica di Vittorio Squillante

"Le Parole del mio Cuore"

Video di una nostra produzione artistica scritta in memoria di suo figlio prematuramente scomparso.

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